Rivolgiti ai centri antiviolenza della Lombardia
o chiama il 1522

Chiama il numero nazione 1522

I centri antiviolenza

Affidati con fiducia ai centri antiviolenza della Lombardia troverai una rete di donne professioniste ad accoglierti, consigliarti, tutelarti e proteggerti.

Riconosci la violenza

Esistono diverse forme di violenza, spesso nascoste.
Il primo passo da fare è riconoscerle.

Per saperne di più

La violenza contro le donne: come si manifesta

I maltrattamenti contro le donne hanno luogo quasi sempre all’interno delle mura domestiche e gli aggressori più probabili sono il partner, un ex partner o altri uomini conosciuti.
La violenza si presenta in varie forme non sempre facilmente identificabili: i maltrattamenti non sono solo fisici o sessuali, ma anche psicologici ed economici.
La violenza si sviluppa in modo graduale, quasi sempre crescente e ciclico.
Gli episodi violenti crescono di intensità nella vita quotidiana fino allo scoppio della tensione, a cui segue un periodo di calma fino all’episodio seguente: minacce, aggressioni verbali, umiliazioni, percosse, omicidio.

Dopo l’episodio di violenza il maltrattante quasi sempre si calma e vuol «farsi perdonare» giurando che non succederà più, ma non sarà così.

La speranza che il partner cambi, che tutto «torni come prima», è spesso la ragione principale che tiene per anni le donne vittime di maltrattamenti al fianco del partner violento.

La donna che subisce maltrattamenti spesso fatica a riconoscere che ciò che sta vivendo è violenza. Tenderà a minimizzare, sentirsi in colpa e nascondere ciò che le sta accadendo vivendo in uno stato d’ansia e profondo disagio psicologico.

La violenza contro le donne rappresenta una delle principali cause di morte delle donne in tutto il mondo senza distinzione d’età, livello d’istruzione o classe sociale.
In Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna per mano del proprio partner attuale o ex.

In Lombardia, nel 2015 3.950 donne si sono rivolte a un centro o a un servizio antiviolenza. Il 63,2% è di cittadinanza italiana, il 6,3% appartenente alla UE e il restante 30,5% proviene da paesi extra-UE. Hanno un’età media di 40,5 anni, circa il 60% sono donne sposate o conviventi e il 48, 7% ha almeno un figlio o figlia minorenne. Nella maggioranza sono donne istruite, con una scolarizzazione medio-alta, e più del 50% ha un’occupazione.

Nel 59% dei casi il maltrattante è un coniuge, un convivente o un fidanzato, nel 20,8% un ex-marito, ex-convivente, ex-fidanzato. Sono venute a conoscenza del centro soprattutto attraverso internet (17,1%) o dalla rete di parenti o conoscenti (15%).

Nei due terzi dei casi sono state le stesse donne a effettuare il primo contatto. Il primo contatto della donna è volto perlopiù a ottenere informazioni generiche (50,6%), la richiesta di informazioni legali (43,8%), il semplice ascolto (43,7%), e, in misura inferiore, l’ascolto psicologico (23,7%).

Il 62% delle donne prese in carico nel 2015 sono in contatto con almeno un soggetto della Rete territoriale antiviolenza: carabinieri (25,8%), assistente sociale comunale (19,1%), pronto soccorso (14,2%), consultorio (6,9%) e pubblica sicurezza (6,4%).

Nel 59% dei casi, l’autore dei maltrattamenti è il partner (coniuge, convivente o fidanzato).

Le forme di violenza subita dalle donne sono multiple: violenza psicologica (73,3% delle donne nel 2015), violenza fisica (66%), violenza economica (26,2%).